March 1st, 2011
Posh Italy
Craig Robins
by Anna Casotti
È definito il Donald Trump della Florida Craig Robins, imprenditore-collezionista che ha trasformato il volto di Miami, oggi una città dedicata al business e alla cultura, meta esclusiva per collezionisti d'arte e design.
È un imprenditore-collezionista che ha contribuito a trasformare il volto di Miami non solo nel recupero degli edifici riportandoli alla magnificenza dell'Art Déco o nella creazione del celebre Design District, punto di riferimento per la moda, l'arte e il design, ma portando nella città la prestigiosa fiera Design Miami/Basel oggi l'indirizzo più esclusivo per i collezionisti d'arte e design. «Miami è la città del futuro - dichiara l'imprenditore - un centro internazionale per il business e per la cultura». Ama collezionare Craig Robins e tra i suoi prediletti Marc Newson, Jean Prouvé, John Baldessarri e Richard Tuttle. E il Dacra, la sua società che si occupa di real estate, realizzando quartieri top in Miami, grazie alla sua particolare passione è un vero e proprio museo in cui riscoprire oggetti e opere d'arte tra i più ricercati.
Quando è nata la sua passione per il collezionismo?
Ho iniziato a collezionare piccoli oggetti quando studiavo all'Università di Barcellona,
una città meravigliosa per imparare e scoprire l'arte e l'architettura,
acquistando opere che mi piacevano e artisti in cui credevo: tutto è iniziato da lì.
Quali sono i suoi artisti e designer preferiti?
Ho interessi molto vari quando si tratta di arte e design. Sono un grande fan di John Baldessari e Richard Tuttle e ho molti loro lavori nella mia collezione d'arte. Per quanto riguarda il design, ho recentemente acquistato pezzi di Marc Newson, Ronan ed Erwan Bouroullec, Martin Szekely, per citarne alcuni.
È stato definito il Donald Trump della Florida. Com'è iniziata la sua strada verso il successo?
La mia società Dacra è stata fondata nel 1987. I primi progetti erano concentrati sulla riqualificazione di South Beach: avevamo intenzione di ricreare la magia e la grandiosità del passato Art Déco del quartiere, dando vita allo stesso tempo una nuova fiorente comunità dove i settori alberghieri, della moda, dell'industria cinematografica e dell'intrattenimento potessero prosperare. Dacra ha giocato un ruolo fondamentale nel rinnovamento di luoghi simbolo come gli hotel The Marlin, Netherland, Cavalier, Leslie e Governor. I lavori di ristrutturazione hanno portato un cambiamento reale in questa comunità e hanno segnato la successiva fase di sviluppo di South Beach. Abbiamo quindi trasformato Lincoln Road in un vibrante centro commerciale e culturale per la spiaggia, passando poi ai progetti per il Miami Design District all'inizio degli anni Novanta. Il mio approccio allo sviluppo è sempre stato quello di integrare storia, innovazione, arte e design per creare comunità dinamiche di rilevanza culturale.
Con Dacra vuole sviluppare un progetto di "nuovo urbanismo" per la città di Miami. Quali secondo lei i principali aspetti innovativi per la città?
Miami ha enormi possibilità: è una città del futuro con il suo variegato gruppo di residenti e turisti che rappresentano culture e influenze da tutto il mondo. È un centro internazionale per gli affari, la cultura, il commercio. Miami significa molte cose diverse per persone differenti: questo è ciò che la rende così straordinaria.
Lei ha un ruolo importante nella trasformazione delle aree urbane di Miami. Qual è la sua "formula" per la creazione di una comunità urbana? E quale il suo approccio?
Il mio approccio allo sviluppo è sempre stato quello di integrare storia, innovazione, arte e design per creare una società dinamica di rilevanza culturale inaugurando quartieri duraturi che gettino le fondamenta su architettura e design di qualità e che abbiano il giusto mix di interessi culturali e commerciali. Si tratta di creare il giusto equilibrio e di investire nello sviluppo di una comunità di cui la gente voglia essere parte e che porti valore alla città stessa nel suo insieme. Miami continuerà a crescere e a distinguersi in modi nuovi ed emozionanti. Ora sto lavorando perché il Design District si affermi come una meta internazionale per il design, l'arte, la moda e il food.
Quali progetti ha in mente per il futuro?
Lavorare nel Miami Design District e osservare la sua trasformazione è particolarmente emozionante per me. Negli ultimi anni il progetto è cresciuto fino ad abbracciare ben più che iniziative esclusivamente legate all'arte: è diventato un luogo per la moda, il cibo, il divertimento...
Quali i suoi obiettivi professionali in questo momento di crisi che ha condizionato l'architettura negli Stati Uniti?
La crisi ispira creatività. Questo è un momento dove solo i progetti di qualità, l'innovazione e lo sviluppo intelligente potranno prosperare; e anche se l'esperienza è impegnativa, in molti modi rappresenta un buona cosa. Il momento più duro è passato, e tempi migliori sono dietro l'angolo. Mi sento ottimista.
AQUA, il suo progetto su Alliston Island, è nato come tentativo di riconciliare la spaccatura tra Nuovo Urbanismo e Modernismo...
Si è trattato di un progetto importante e speciale per me. Quando questa proprietà è stata disponibile - era formalmente sul terreno dell'ospedale dove sono nato - sapevo che sarebbe stata un'opportunità per fornire un contributo sostanziale alla mia comunità. Il quartiere mescola urbanismo tradizionale con architettura moderna e arte pubblica per creare un modo di vivere completamente nuovo. Per questo progetto abbiamo riunito un team di urbanisti, architetti e artisti: Duany Plater-Zyberk ha realizzato il piano urbanistico e ha creato una vera e propria "cultura pedonale" e uno spazio sul lungomare per tutti i residenti. Artisti come Guillermo Kuitca e Richard Tuttle hanno contribuito con opere d'arte site specific. Con i vertiginosi condomini di Collins Avenue a est e l'area residenziale unifamiliare a ovest, AQUA fornisce un piacevole passaggio di scala e mette in armonia lo stridente gruppo di altissimi immobili con gli splendidi quartieri di case unifamiliari. Il quartiere ha tre palazzine e 46 case isola realizzate da dieci architetti di eccezionale talento come Hariri & Hariri, Alison Spear, Walter Chatham, Alexander Gorlin e Suzanne Martinson. Io stesso possiedo lì la mia casa.
Chi sono gli architetti che l'hanno ispirata maggiormente in questa occasione?
È difficile dire chi mi abbia maggiormente ispirato. Walther Chatham e Allison Spear, che più tardi hanno creato le palazzine per AQUA, hanno entrambi collaborato a un progetto di restauro per il Design District; Allan Shulman ha disegnato la mia casa... Ciascun architetto ha contribuito al progetto con qualcosa di unico proveniente dal proprio background e sarei felice di lavorare di nuovo con ognuno di loro. Le nostre collaborazioni con gli artisti Richard Tuttle e Guillermo Kuitca sono state altrettanto d'ispirazione.
Qual è stata la principale novità di quest'anno a Design Miami/?
Ciascuna presentazione di Design Miami/ è nuova e unica. Lo show punta sempre a essere il riflesso della contemporaneità nel design esponendo le opere più importanti e innovative, e riunendo i professionisti del settore che stanno dando forma "all'industria" del futuro. È il primo anno che la la fiera del design si è svolta a Miami Beach e la nostra nuova location è stata ben accolta: il numero delle vendite e degli spettatori è stato impressionante. L'installazione realizzata per l'occasione da Konstantin Grcic mi ha colpito più di quanto mi aspettassi, così come quella di Fendi con Aranda\Lasch e di Swarovski con Troika o i pezzi di Jean Royère presentati da Patrick Seguin nello stand disegnato da India Mahdavi: un museo del design di primo livello!
Chi sono gli artisti e i designer più richiesti nel mondo del collezionismo?
Ogni collezionista ha il proprio gusto. Io amo i lavori di Marc Newson, Zaha Hadid, Pierre Paulin, Ron Arad e Maarten Baas, ma mi appassiono a qualcosa di nuovo a ogni show. Recentemente ho acquistato alcuni pezzi di Grcic, Max Lamb, Aranda\Lasch e David Adjaye. Sono sempre alla ricerca di nuovi pezzi di Richard Tuttle e John Baldessari da aggiungere alla mia collezione. Maestri come Jean
Royère, Jean Prouvé e Gio Ponti continuano ad attrarre seri collezionisti e cifre a molti zeri. L'integrità e l'immaginazione di questi designer sono senza tempo, cosa che fa di loro un solido investimento.