December 31st, 2008
Capital
La Nuova Frisco
by Mariangela Rossi
Design district e Wynwood art district, due aree dismesse trasformate in quartieri alla moda sono il simbolo di una delle citt‡ pi? di tendenza degli States. Grazie all'arte (Art Basel/Miami Beach e Design/Miami), alla musica (Lenny Kravitz) e agli intellettuali.
Un consiglio: cancellare dalla mente lo scenario tropicale dove svernavano ricchi pensionati americani giocando a golf con bionde Barbie cotonate. Dimenticare pure lo sfondo da metropoli del crimine organizzato che si vedeva sul piccolo schermo in Miami Vice. Ma anche la pi? recente immagine di cattedrale dell'edonismo pi? sfrenato, dove le notti, tutte le notti, scivolano via tra star, starlette, modelle e milionari di ogni parte del mondo, red carpet, prive ultra esclusivi e fiumi di champagne. Rimane sempre la terra del sole, delle palme e del divertimento, ma nel giro di pochi anni Miami ha conquistato anche una solida credibilit‡ intellettuale, puntando su una triade vincente: arte contemporanea, design e architettura. Oggi, a tutti gli effetti, Ë considerata la meta artisticamente pi? vibrante degli Stati Uniti. Da fare invidia anche a New York. Gran parte del merito di questa esplosione, oltre all'arrivo di notevoli capitali fuggiti dall'America Latina in crisi e la riqualificazione urbana che l'ha modellata dando vita a nuovi hotel di lusso, si deve ad Art Basel/Miami Beach, la prestigiosa fiera approdata nel 2002 che, con cadenza regolare, ogni dicembre (quest'anno si Ë appena svolta dal 4 al 7 dicembre), attira il Gotha dell'arte internazionale e si svolge in contemporanea a Design/Miami, l'evento di design-art di cui Ë direttrice e co-fondatrice Ambra Medda, 28 anni, mamma sarda e papa austriaco, ma cresciuta tra Londra e gli States.
DA VERSACE AI CAMPANA
Ogni anno Design/Miami Ë frequentata da migliaia di visitatori, tra cui artisti, designer, direttori di musei, collezionisti, galleristi, dealer, critici e appassionati che gravitano attorno al mondo dell'arte. Ma anche celebrities come Donna Karan, Calvin Klein, Ralph Lauren, Dennis Hopper. Tra le novit‡ 2008, il premio Designer of the year ai fratelli Humberto e Ferdinan-do Campana, che hanno realizzato un'installazione con metalli poveri accostati a preziosi, come i cristalli d'ametista brasiliana. Ma anche sei esposizioni satellite dove spiccavano gli arazzi tessuti a ma-no di Peter Blake, Grayson Perry e Julie Verhoeven per Banner of Persuasion, e il sof‡ a due posti e i cuscini floreali di Takashi Murakami, l'acclamato artista nipponico che con il suo studio, Kaikai Kiki, Ë entrato ufficialmente nel mondo del design.
Nessun timore, perÚ, se si Ë persa questa edizione: a Miami si respira design tutto l'anno e non solo durante la kermesse di dicembre. Tra gli artefici della rinascita c'Ë Craig Robins, poco pi? che quarantenne, collezionista d'arte ma soprattutto brillante imprenditore immobiliare. Nel 1994 iniziÚ la riconversione di South Bea-ch, appena si accesero i riflettori sulla zona grazie all'acquisto di Casa Casuarina da parte di Gianni Versace. A pi? di vent'anni dall'esplosione di quell'area, seguita poi da quella del quartiere commercial-chic di Lincoln Road e dal complesso residenziale di Aqua, townhouse di stampo modernista ad Allison Island, Robins ha inanellato un altro successo. Sempre a lui e alla sua societ‡, Dacra (www.dacra.com), si deve la trasformazione di un'area dismessa oggi in grande fibrillazione, il Design District (www. miamidesigndistrict.net). La zona intorno alla 39th e la 40th ospita molti studi di design, arte e architettura e noti showroom. Come Steve Martin Studio, Knoll, Driade, Fendi Casa, Poltrona Frau, Cassina, Holly Hunt e Kartell. E di recente sono arrivati i negozi di moda, come Marni, che ha inaugurato in con-temporanea a Design/Miami, Y-3 di Yamamoto per Adidas, En Avance e Nektar De Stagni, boutique boudoir con studio d'arte annesso. E nuovi club e ristoranti, come il sushi-bistrot Domo Japones, Michael's Genuine Food dello chef Micha-el Schwartz, Amendement XXI, lounge bar frequentato per happy hour e dopocena, e Grass Restaurant & Lounge, con proposte latin fusion. Il vulcanico e lungimirante Robins, che nel frattempo sta guardando verso Mosca e Pechino, ha concluso la seconda fase d'interventi immobiliari nel Design District, con un investimento intorno a 80 milioni di dollari. Presto arriveranno nuovi alberghi e nuove unit‡ per uso abi-tazione e ufficio.
December 1st, 2008
Capital
La Nuova Frisco
by Mariangela Rossi
Design district e Wynwood art district, due aree dismesse trasformate in quartieri alla moda sono il simbolo di una delle città più di tendenza degli States. Grazie all'arte (Art Basel/Miami Beach e Design/Miami), alla musica (Lenny Kravitz) e agli intellettuali.
Un consiglio: cancellare dalla mente lo scenario tropicale dove svernavano ricchi pensionati americani giocando a golf con bionde Barbie cotonate. Dimenticare pure lo sfondo da metropoli del crimine organizzato che si vedeva sul piccolo schermo in Miami Vice. Ma anche la più recente immagine di cattedrale dell'edonismo più sfrenato, dove le notti, tutte le notti, scivolano via tra star, starlette, modelle e milionari di ogni parte del mondo, red carpet, prive ultra esclusivi e fiumi di champagne. Rimane sempre la terra del sole, delle palme e del divertimento, ma nel giro di pochi anni Miami ha conquistato anche una solida credibilità intellettuale, puntando su una triade vincente: arte contemporanea, design e architettura. Oggi, a tutti gli effetti, è considerata la meta artisticamente più vibrante degli Stati Uniti. Da fare invidia anche a New York. Gran parte del merito di questa esplosione, oltre all'arrivo di notevoli capitali fuggiti dall'America Latina in crisi e la riqualificazione urbana che l'ha modellata dando vita a nuovi hotel di lusso, si deve ad Art Basel/Miami Beach, la prestigiosa fiera approdata nel 2002 che, con cadenza regolare, ogni dicembre (quest'anno si è appena svolta dal 4 al 7 dicembre), attira il Gotha dell'arte internazionale e si svolge in contemporanea a Design/Miami, l'evento di design-art di cui è direttrice e co-fondatrice Ambra Medda, 28 anni, mamma sarda e papa austriaco, ma cresciuta tra Londra e gli States.
DA VERSACE AI CAMPANA
Ogni anno Design/Miami è frequentata da migliaia di visitatori, tra cui artisti, designer, direttori di musei, collezionisti, galleristi, dealer, critici e appassionati che gravitano attorno al mondo dell'arte. Ma anche celebrities come Donna Karan, Calvin Klein, Ralph Lauren, Dennis Hopper. Tra le novità 2008, il premio Designer of the year ai fratelli Humberto e Ferdinan-do Campana, che hanno realizzato un'installazione con metalli poveri accostati a preziosi, come i cristalli d'ametista brasiliana. Ma anche sei esposizioni satellite dove spiccavano gli arazzi tessuti a ma-no di Peter Blake, Grayson Perry e Julie Verhoeven per Banner of Persuasion, e il sofà a due posti e i cuscini floreali di Takashi Murakami, l'acclamato artista nipponico che con il suo studio, Kaikai Kiki, è entrato ufficialmente nel mondo del design.
Nessun timore, però, se si è persa questa edizione: a Miami si respira design tutto l'anno e non solo durante la kermesse di dicembre. Tra gli artefici della rinascita c'è Craig Robins, poco più che quarantenne, collezionista d'arte ma soprattutto brillante imprenditore immobiliare. Nel 1994 iniziò la riconversione di South Bea-ch, appena si accesero i riflettori sulla zona grazie all'acquisto di Casa Casuarina da parte di Gianni Versace. A più di vent'anni dall'esplosione di quell'area, seguita poi da quella del quartiere commercial-chic di Lincoln Road e dal complesso residenziale di Aqua, townhouse di stampo modernista ad Allison Island, Robins ha inanellato un altro successo. Sempre a lui e alla sua società, Dacra (www.dacra.com), si deve la trasformazione di un'area dismessa oggi in grande fibrillazione, il Design District (www. miamidesigndistrict.net). La zona intorno alla 39th e la 40th ospita molti studi di design, arte e architettura e noti showroom. Come Steve Martin Studio, Knoll, Driade, Fendi Casa, Poltrona Frau, Cassina, Holly Hunt e Kartell. E di recente sono arrivati i negozi di moda, come Marni, che ha inaugurato in con-temporanea a Design/Miami, Y-3 di Yamamoto per Adidas, En Avance e Nektar De Stagni, boutique boudoir con studio d'arte annesso. E nuovi club e ristoranti, come il sushi-bistrot Domo Japones, Michael's Genuine Food dello chef Micha-el Schwartz, Amendement XXI, lounge bar frequentato per happy hour e dopocena, e Grass Restaurant & Lounge, con proposte latin fusion. Il vulcanico e lungimirante Robins, che nel frattempo sta guardando verso Mosca e Pechino, ha concluso la seconda fase d'interventi immobiliari nel Design District, con un investimento intorno a 80 milioni di dollari. Presto arriveranno nuovi alberghi e nuove unità per uso abi-tazione e ufficio.